Grafologia

Grafologia, scrittura e pensiero profondo: la forma individuale

La scrittura, quale strumento pratico ed efficace per la crescita personale e professionale

Punta su di te: il profilo grafologico per la crescita personale

“Profilo grafologico primario ed essenziale” attraverso l’analisi della scrittura. Rileva alcuni degli elementi più significativi: punti di forza e punti deboli da conoscere per migliorare.

In America si utilizza già da anni la “Handwriting analysis for core psychological strengths”. E’ un profilo di personalità essenziale, su base scritta, eseguita con saggio grafico (preferibilmente in presenza) ma anche a distanza, che individua degli elementi fondamentali, i punti di forza da valorizzare e gli aspetti di ognuno da migliorare.

Per chi desidera un percorso di approfondimento, il Life Coaching grafologico propone un’analisi grafologica e psicologica completa della scrittura, i cui risultati si riportano dettagliatamente in un incontro dal vivo (e/o anche a distanza, tramite Skype, ovunque voi siate), della durata di 30 minuti. Non solo dei punti essenziali, in questo caso, ma di tutti gli aspetti emersi.

La grafologia serve a stabilire il rapporto tra la scrittura e la personalità individuale dello scrivente.

I primi studiosi, come il Michon, hanno attribuito un valore preminente all’intuito nell’esame di scritture e perciò l’hanno definita «arte».

Girolamo Moretti l’ha definita «Scienza sperimentale che dal solo gesto grafico d’uno scritto umano rileva le tendenze sortite da natura» (Trattato, 2013, p. 13). Il gesto grafico è per lui quello spontaneo, automatico, di chi non ha più bisogno di comandare coscientemente la propria mano nell’atto dello scrivere, in quanto l’abitudine lo ha portato ad un atteggiamento personale libero da ogni controllo. Il gesto grafico è, sempre secondo il Moretti, la personalità dello scrivente materializzata nella sua scrittura.

La scrittura è movimento e costituisce un aspetto dell’attività espressiva dell’uomo. Come tale impegna non solamente la mano e le dita, ma richiede la partecipazione di tutta la persona che vi canalizza le proprie energie coscienti e inconsce. Nella sintesi delle forze che conducono al gesto grafico confluiscono, infatti, l’intelligenza che formula il pensiero, la volontà per la decisione dell’atto esecutivo, il sistema neuromuscolare e tutta l’organizzazione psichica della persona per la strutturazione individualizzata del segno grafico.

La grafologia, che si propone talvolta di risalire dallo scritto alla personalità dello scrivente, trova la propria validità psicodiagnostica in queste considerazioni di fondo. Giustamente affermano il Pulver (Symbolik der Handschrijt, Zurich, Orel Verlag, 1931 (trad. it. La sjmbologja della scrittura, Torino, Boringhieri, 1983, p. 8) che l’uomo «con la sua scrittura fa il proprio ritratto» ed il Klages (Handschrijt und Charakter, Bonn, Bouivier, 1956, p. 1)  che la grafia è «segno permanente e oggettivo del movimento personale di chi scrive», mentre Vels (La seleccion de personal y el problema humano en las empresas, Barcellona, Ed. Luis Miracle S. A., 1970, p. 70) a sua volta osserva «La grafia è come un encefalogramma naturale in cui si registrano i diversi cambiamenti di onde, la frequenza, la direzione, l’intensità, la forma e molti altri aspetti direttamente misurabili, della nostra personalità… In essa possiamo osservare, come in un film, le diverse manifestazioni delle nostre forze psichiche, delle nostre attitudini, del nostro temperamento, carattere e personalità».

(Tratto da Lamberto Torbidoni e Livio Zanin Grafologia testo teorico pratico, Brescia, La Scuola, 2014)

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